La DDJB lascia la cantina di via Cesare Battisti

Un messaggio diretto a tutti i fan della Doctor Dixie Jazz Band.

I componenti della Doctor Dixie Jazz Band annunciano con rammarico la decisione di lasciare la storica cantina del Jazz di via Cesare Battisti, che è stata la casa della banda dal 1972 ad oggi. La cantina è stata un luogo importantissimo e vitale per la crescita di Bologna come Città del Jazz e nelle vite dei bandisti e dei fan. Abbiamo dovuto prendere atto dell’impossibilità di continuare ad ospitare i nostri amici, stanti le regole di distanziamento sociale e di sanificazione necessarie nel mondo post-Covid.

L’esperienza della Doctor Dixie Jazz Band va avanti con entusiasmo: la banda è viva e vegeta. Lo spirito della banda, sorretto dalla passione per il jazz di un gruppo di professionisti prestati alla musica, rimane immutato. Non appena le condizioni lo permetteranno, riprenderemo la nostra attività musicale e cercheremo una nuova casa.

È uscita oggi sul Resto del Carlino un’intervista a Baldassarre Giardina, figlio del compianto Nardo. Baldassarre non è un musicista, non ha mai fatto parte della banda, non ha nessun titolo per parlare del suo futuro. I pareri che esprime rappresentano esclusivamente lui stesso. Abbiamo il dovere di correggere un’inesattezza contenuta nelle sue dichiarazioni: Baldassarre afferma che i componenti attuali sono per lo più professionisti della musica. Questo è falso: la Doctor Dixie è lieta di ospitare alcuni musicisti professionisti ma, come vedete dall’elenco sotto, è composta soprattutto da appassionati.

Checco Coniglio, trombone: broker di riassicurazione, in quiescenza
Franco Franchini, pianoforte: avvocato, in quiescenza
Luca Soddu, saxofono: chimico e funzionario sindacale
Stefano Donvito, basso: dirigente della Polizia di Stato, in quiescenza
Andrea Zucchi, saxofono: ingegnere e dirigente d’azienda
Andrea Scorzoni, saxofono: professore universitario
Umberto Genovese, batteria: musicista
Guido Guidoboni, tromba: musicista e insegnante, in quiescenza
Valentina Mattarozzi, voce: musicista
Angela Sette, voce: commerciante

Non vediamo l’ora di ritornare a suonare: aspettateci!

foto: Mauro Cionci

El pueblo unido jamàs serà vencido

Quest’anno, per partecipare alla manifestazione bolognese del 25 aprile, il comitato Pratello R’esiste ha chiesto alle band di proporre una “cover resistente”. Ho scritto questo arrangiamento (ispirandomi alla versione di Carla Bley e Charlie Haden) per il SaxLab Saxophone 4tet quando ancora credevamo che ci sarebbe stata la festa; purtroppo non abbiamo mai avuto modo di suonarlo insieme. Volevo e volevamo esserci, anche virtualmente…. l’unico modo che ho trovato è stato registrare io tutti gli strumenti. Ve lo propongo anche se l’esecuzione è tutt’altro che perfetta – specialmente il sax soprano, non lo suono mai…

El pueblo unido jamàs serà vencido è l’inno di un popolo mobilitato da una speranza di liberazione, e della resistenza contro una delle dittature più arcigne del XX secolo. In questo 25 aprile 2020, in tempi di polarizzazione da social network, ci ricorda che possiamo vincere solo se stiamo uniti.

“Será mejor/La vida que vendrá”!

Buona Festa della Liberazione!

Jazz Band

E’ finalmente in libreria Jazz Band, il libro di Checco Coniglio, trombone e decano della Doctor Dixie Jazz Band.

Lunedì 9 dicembre, ore 18, all’Oratorio di San Rocco a Bologna, ci sarà la presentazione ufficiale del libro, a ritmo di jazz ovviamente! Interverra’ l’autore (Checco), l’editore Roberto Mugavero. Verranno letti dei brani del libro dall’attore Saverio Mazzoni. E, ovviamente suonera’ la mitica Doctor Dixie (noi)!

Nel libro, attraverso lo sguardo di Checco Coniglio, si ripercorre e si rivive lo sviluppo e la straordinaria crescita del jazz a Bologna, che ne diventò uno dei suoi principali templi: si assiste alla nascita di giovani jazz band amatoriali, nelle quali si esibirono ragazzi poi diventati artisti del calibro di Lucio Dalla e Pupi Avati, si rivivono le battaglie fra jazz band – che animavano la città emiliana come New Orleans –, si incontrano i grandi personaggi che hanno portato il jazz a Bologna come Alberto Alberti, Cicci Foresti, Amedeo Tommasi, Francesco Lo Bianco, Nardo Giardina… e si riassaporano le atmosfere del lungo percorso del Festival Internazionale del Jazz, che arrivò a portare in città il meglio dei musicisti mondiali.

Un bellissimo spaccato di una Bologna in cui era facile incontrare, a passeggio fra vie e negozi, Gerry Mulligan, Percy Heath, Chet Baker, Johnny Griffin, Cedar Walton, Gato Barbieri, a cui si affianca la storia meno conosciuta di giovani che hanno vissuto la passione e l’amore per la musica con un’urgenza tale da permettergli di vivere bellissimi e lunghissimi periodi di grande socialità e divertimento.

Un racconto vivido, ironico, privato, che ha il pregio di svelare episodi che solo chi ha potuto frequentare “i dietro le quinte” di quegli anni mitici avrebbe potuto raccontare.